Viaggi in Italia

Week end nel parco nazionale d’Abruzzo Lazio e Molise

11 settembre 2014

Week-end immersi tra natura e paesaggi da sogno nel cuore del Parco Nazionale d’Abruzzo Lazio e Molise. Itinerario tra escursioni, natura, cultura e antichi sapori.

L’itinerario da noi proposto vi porta nella parte sud del parco nazionale, tra i monti della Meta e i paesi che circondano il lago di Barrea. Le escursioni proposte sono relativamente facili e alla portata di tutti. Naturalmente, è consigliabile un abbigliamento adatto, scarpe da trekking, nonché zaino con l’occorrente per affrontare la giornata in serenità e sicurezza.

Dove alloggiare nel Parco nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise?

Per il nostro week-end nel Parco nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise scegliamo di alloggiare in un hotel a Villetta Barrea.
Tuttavia, oltre a Villetta Barrea, potreste scegliere di alloggiare in hotel, case vacanze e aree camping, anche nei comuni di Barrea o Civitella Alfedena, tutti borghi protagonisti del nostro itinerario che si affacciano sul lago.

Lago di Barrea

Panorama dal lago di Barrea

1° giorno nel Parco

Mattina: Escursione a lago vivo

Il nostro week-end, immersi nella natura del parco nazionale d’Abruzzo, parte con una classica escursione, che ci porterà fino alla conca di lago vivo.

Lago vivo è uno specchio d’acqua naturale, con un carattere mutevole che lo porta a cambiare continuamente di dimensione e forma a seconda della stagione. In coincidenza con lo scioglimento dei ghiacci in primavera è al massimo suo splendore, mentre d’estate è in secca. A prescindere che sia in secca oppure no, la conca di lago vivo offre uno scenario paesaggistico e naturale veramente eccezionale, un vero paradiso per gli amanti della natura.

Lago vivo

Panorama di Lago vivo

In auto, da Barrea, percorriamo la SS 83 in direzione Alfedena fino al Km. 67. In prossimità di un tornante, sulla destra, troviamo una strada sterrata e una struttura in muratura che corrispondono all’ingresso. Parcheggiamo l’auto lì e ci incamminiamo per raggiungere l’inizio del sentiero. Per raggiungere lago vivo bisogna seguire il sentiero K6 come indicato dalla segnaletica. In questo tratto di sentiero, la vista su Barrea e sul lago è a dir poco spettacolare, da cartolina!! Dopo 8/900 metri, sulla sinistra, imbocchiamo il sentiero K4, che in poco più di un ora di cammino ci porta fino alla meta della nostra escursione, lago vivo.

Il sentiero K4 si inerpica sul Vallone dell’Inferno e percorre, per gran parte del percorso, il letto asciutto di un vecchio torrente ormai in secca. In questo tratti sarete circondati da una fitta foresta di faggi, aceri e pittoresche conformazioni rocciose.

Dopo poco più di un’ora di cammino, raggiunta e superata l’effige della Madonna delle Grazie, detta del buon passo, siamo giunti alla destinazione della nostra meta, la conca di lago vivo.

Davanti ai nostri occhi, si erigono rispettivamente, partendo da ovest verso est, Monte Iamiccio (2074 mt), Monte Petroso (2249 mt) il più alto del parco, Monte Altare (2147 mt) e Monte Tartaro (2191 mt) cima intermedia sul lungo crinale che collega il Monte Petroso con la Metuccia e la Meta (2242 mt). Verso sud, una serie di pinnacoli rocciosi creano un’atmosfera particolare ed unica, dando alla conca l’aspetto di un paesaggio lunare.

Ai margini del lago, troviamo ristoro presso la fonte degli uccelli, dove è possibile riempire le borracce con purissima acqua sorgiva e ammirare il paesaggio.

Rifocillati e riposati riprendiamo l’escursione.
Le opzioni tra le quali potrete prendere sono due:

  1.  tornare indietro sul sentiero, ripercorrendo il vallone dell’inferno;
  2. proseguire lungo il sentiero k4, costeggiando il monte Serrone, che permette di ammirare la valle sottostate, ossia val porcile.

Il sentiero K4 termina di nuovo sulla statale 83, a poche centinaia di metri più in altro dal punto in cui abbiamo parcheggiato l’auto.
Il bello della passeggiata del sentiero k4 lago vivo – Monte Serrone è la spettacolare vista panoramica sulla val Porcile, da immortalare con la propria fotocamera.

Informazioni sul sentiero k4 Lago vivo – Monte Serrone:
Difficoltà: medio
Tempo di percorrenza: 4/5 ore
Segnaletica: K6 – K4
Caratteristiche: alto interesse geologico e faunistico

Pomeriggio: visita al comune di Barrea

Dopo questa entusiasmante escursione a lago vivo, monte Serrone, ci concediamo una bella e rilassante birra fresca presso un Bar a Barrea, con vista panoramica sul lago.

barrea

Panorama del borgo di Barrea

Il paese di Barrea è situato su una sporgenza all’estremità orientale dell’omonimo lago, circondata dalle ripide pareti dei monti della Meta a sud e il monte Greco a nord. In realtà il lago non è naturale, ma artificiale, costruito nel 1951 per la produzione di energia elettrica. Barrea è uno dei principali centri abitati del parco nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise, e nonostante abbia poco meno di 800 abitanti, durante i mesi estivi e primaverili brulica di vita e di turisti in cerca di un contatto più stretto con la natura.

Inoltre, da qualche anno ormai Barrea fa parte dell’associazione “Borghi Autentici d’Italia”, associazione che si occupa di tutelare, preservare e valorizzare i piccoli paesi e borghi della nostra penisola.

Usciti dal bar, ci incamminiamo per il centro storico di Barrea, tra rustiche viuzze, vicoli e piazzette dell’antico borgo, ammirando edifici religiosi e civili, testimoni fieri di raccontare la storia, passata e presente, del paese.

Dopo aver assaggiato la freschezza delle acque della fontana di Barrea, tra un vicolo e l’altro, ci siamo imbattuti nella chiesa di San Tommaso apostolo, il principale edificio religioso di Barrea, eretta nel XIII secolo in stile tardo rinascimentale, interamente costruita in pietra locale. L’interno, ripartito in tre navate, è decorato con stucchi e dorature in stile barocco.

Visitata la chiesa di San Tommaso, ci dirigiamo verso il Castello Monumentale che domina Barrea a l’intera Vallis Regia.
Il castello, costruito tra l’XI e il XII secolo dai feudatari della famiglia Di Sangro, aveva lo scopo di difendere e sorvegliare l’accesso principale del paese e della valle.
Gravemente danneggiato dal terremoto del 1984, attualmente è in fase di recupero e di valorizzazione, ed attualmente al suo interno ospita eventi culturali. Dal torrione principale si può godere di una spettacolare vista sul lago, sulla valle e delle montagne circostanti. Per poter visitare il castello all’ingresso viene chiesto il contributo di 1 euro.

Il resto del pomeriggio lo dedichiamo allo “shopping” tra le botteghe artigianali e i negozi del centro storico. Dopo aver ammirato il meraviglioso tramonto sul lago, ceniamo a base di prodotti tipici del luogo e dopo cena vi consigliamo una bella passeggiata presso il borgo prima di andare a letto.

Vi consigliamo di visitare il sito del comune per scoprire le eventuali manifestazioni culturali che si terranno a Barrea durante la vostra permanenza http://www.comune.barrea.aq.it/

2° giorno nel parco

Mattina: Visita alla riserva della Camosciara

Sveglia presto, ricca colazione e alle 9.00 in punto siamo già pronti per affrontare la passeggiata più famosa del Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise: La Camosciara

Ingrasso della Camosciara

Ingrasso della Camosciara

Si tratta di un’ampia conca immersa nella vegetazione, circondata da montagne di tipo calcareo e dolomitiche che formano un grande anfiteatro naturale. La Camosciara fa parte della zona A a riserva integrale del Parco.

La riserva della Camosciara si trova a pochi chilometri dal borgo di Villetta Barrea, in direzione Pescasseroli. L’ingresso alla Camosciara è a pagamento (noi abbiamo pagato 4 euro l’ultima volta che ci siamo stati). All’interno dell’area attrezzata della Camosciara potete usufruire dei vari servizi: area ristoro, bar, area pic-nik, nolo bici, bagni.

Il primo tratto del sentiero, denominato G1, lungo circa 3 KM, è interamente asfaltato e può essere percorso a piedi (60 minuti circa), ma anche a cavallo, in bici ed infine a bordo di un simpatico trenino. Consigliamo di farlo a piedi per poter apprezzare appieno la natura e le varie biodiversità, di cui la riserva è ricca.
La camosciara è l’habitat ideale per varie specie di fiori e piante erbacee, e lungo tutto il sentiero G1, grazie a pannelli di lettura arricchiti di foto e immagini, avrete l’opportunità di intraprendere un percorso botanico che vi permetterà di individuare le varie specie di flora presenti, ossia cerri, faggi, salici, maggiociondoli, pini neri, carpini, aceri, frassini, biancospini, peri e meli selvatici, sorbi, rose canine, ginepri.

Il sentiero G1 si conclude su un piazzale alla base dell’anfiteatro della Camosciara, dove è presente un bar e una zona ristoro.

Da qui partono gli altri due sentieri in programma oggi, il G6 e il G5

Per prima scegliamo di percorrere il G6 che, in poco più di un’ora di cammino attraverso un fitto bosco di faggi, ci conduce fino al Rifugio della Liscia (a 1440 metri), ai piedi della parete dolomitica del Balzo della Chiesa.

Il sentiero non è difficile, tuttavia, bisogna prestare attenzione al terreno, in particolare in alcuni punti, e l’uso di scarpe da trekking è comunque consigliato. A dire il vero, secondo il nostro personale parere, il Belvedere della Liscia, a dispetto del suo nome, non offre un panorama di particolare fascino, ma solo una panoramica sul salto della cascata delle ninfe. Tuttavia, ciò che rende affascinane questa passeggiata è l’ambiente della faggeta pullulante di vita.

Scegliamo di pranzare non presso il rifugio, ma pochi metri più in basso, dove un ruscello disegna piccole cascate e pozze d’acqua fresca… davvero un sollievo bagnarsi i piedi dopo circa 3 ore di cammino!!!

Dopo esserci riposati, ripercorriamo al contrario il sentiero G6, tornando sul grande piazzale, dove imbocchiamo il sentiero G5 che in 20 minuti ci porterà alle cascate.

camosciara

Cascate delle 3 cannelle- Camosciara

Il sentiero è ben tenuto, molto facile e molto “turistico”, quindi molto affollato di visitatori, soprattutto durante il mese di agosto. La prima cascata che incontriamo è quella delle Tre Cannelle e poco più avanti ammiriamo la Cascata delle Ninfe.

Informazioni sui sentieri della Camosciara:
Difficoltà: facile
Tempo di percorrenza: 4/5 ore
Segnaletica: G1 – G6 – G5
Caratteristiche: alto interesse panoramico e faunistico
Informazioni: http://www.camosciara.com/

Soddisfatti e felici dell’escursione di oggi, ritorniamo indietro al parcheggio per riprendere la macchina per dirigerci alla seconda tappa di oggi del nostro week-end al parco nazionale d’Abruzzo.

Pomeriggio: visita a Civitella Alfedena

Lasciamo la Camosciara, e in 20 minuti circa raggiungiamo il paese di Civitella Alfedena. Civitella Alfedena è un pittoresco borgo medievale con poco meno di 300 anime, è situato nel cuore del parco nazionale d’Abruzzo e si affaccia sul Lago di Barrea.

Civitella alfedena

Panorama del borgo di Civitella Alfedena

La prima tappa del nostro itinerario è la visita all’area faunistica della Lince. Anche se l’area può sembrare “vuota”, il felino è presente, solo che si mimetizza molto bene con l’ambiente ed è molto difficile scorgerlo. Serve pazienza e anche un buono spirito d’osservazione. Secondo il nostro personale parere, l’area potrebbe essere valorizzata di più, magari con una maggior cura degli spazi e la presenza di qualche cartello informativo in più.

Terminata la nostra pazienza nell’avvistare il felino, ci dirigiamo al Museo del Lupo Appenninico e alla relativa area faunistica. Il museo del Lupo di Civitella Alfedena vuole ricreare un percorso naturale, storico e mitologico, tra pannelli informativi, foto, illustrazioni, reperti e “ricostruzioni” del rapporto tra il lupo e l’uomo.

Orari: aperto tutti i giorni con orario:
da aprile a settembre: 10.00-13.30/15.00-18.30
da ottobre a marzo: 10.00 – 17.30 (orario continuato)
Ingresso:
ingresso per adulti 3,00 euro
ingresso ridotta per bambini (da 8 a 14 anni) 2,00 euro
ingresso per gruppi (da 11 a 50 persone) 30,00 euro

Finita la visita al Museo del Lupo Appenninico, e incuriositi sulle abitudini di questo predatore, ci dirigiamo alla vicina area faunistica, un’area recintata dove è possibile scorgere attraverso punti di osservazione, il lupo in stato di semi-libertà. Continuiamo la nostra passeggiata lungo il breve sentiero turistico IN1 per ammirare gli scorci del Lago di Barrea, una grande quercia secolare e un bosco di conifere con la presenza di pino nero.

Dopo esserci immersi nella natura, ci incamminiamo nel centro storico di Civitella Alfedena, passeggiando tra vicoli, stradine e antiche abitazioni, asserragliate tra loro come a formare una sorta di “muraglia difensiva” contro gli attacchi di antichi nemici ma, soprattutto, contro il freddo e la neve.

Il borgo è tenuto molto pulito e ordinato dall’amministrazione ed il paese conserva ancora caratteri tipici di un borgo appenninico medievale, e tra le strette viuzze in selciato bianco è possibile scorgere la torre, l’edificio più antico di Civitella Alfedena, abitata ancora oggi.
Il borgo presenta anche altri monumenti importanti: la fonte, che un tempo veniva usata come lavatoio pubblico; la “saeterra”, costruzione a scopo difensivo e di sorveglianza ad uso delle ricche famiglie medievali di Civitella; La Chiesa di San Nicola di Bari, interamente in stile barocco; L’arco oscuro; la “Costa” di Civitella che sarebbe lo spuntone roccioso sul quale è costruita Civitella Alfedena e dal quale si può ammirare uno splendido paesaggio; La piazzetta della taverna, dove un tempo gli uomini del paese amavano trascorrere il loro tempo; Il piazzale di Santa Lucia e la chiesa, situata vicino all’area faunistica del lupo.

Continuiamo a passeggiare a Civitella fino a sera cercando di vivere al massimo il borgo, e dopo aver cenato in un ristorantino del paese, stanchissimi ma pienamente soddisfatti per le emozioni che la giornata ci ha saputo dare, rientriamo in hotel per goderci il meritato riposo

Per maggiori informazioni sulle attività culturali e non di Civitella Alfedena vi invitiamo a consultare il sito ufficiale del comune: http://www.comune.civitellaalfedena.aq.it

 

3° giorno nel parco

 

Mattina: escursione nella Val Fondillo

Per l’ultimo giorno del nostro week-end abbiamo optato per un’escursione nella Val Fondillo, che si trova tra i centri di Villetta Barrea e Opi, molto vicina alla riserva della Camosciara. La val fondillo è incastonata ad est dal Monte Amaro e dalla Costa Camosciara ed a sud dalla Serra delle Gravare; ed è nota per la ricchezza di sorgenti di acqua, dalla quale deriva il nome stesso della valle.

val fondillo

Val fondillo – località segheria

Percorreremo il sentiero F2 che in meno di 3 ore ci porterà fino alla grotta delle fate. Il sentiero, anche se un pò lungo, è molto semplice e agevole, per tutto il tratto iniziale sale dolcemente per poi salire in maniera più ripida nei pressi della grotta delle fate.

Nella val fondillo il parcheggio è a pagamento, (3.5 euro a posto macchina), e con un ulteriore pagamento potrete usufruire anche delle aree pic-nic. Parcheggiata l’auto iniziamo la nostra escursione percorrendo il sentire sterrato con indicazione F2 “grotta delle fate – passo dell’orso”. Il sentiero costeggia tutto il torrente fondillo, il primo tratto è all’aperto tra prati e pascoli di mucche e cavalli, per poi entrare all’interno di un bosco di faggi.
Molto interessante e ricco il sottobosco, con bacche e frutti molto apprezzati dall’orso marsicano.

Una poiana ci ha accompagnato durante i primi tratti del trekking… peccato non aver avuto una macchina fotografica decente con un buono zoom!!!

Dopo circa 3,5 chilometri di cammino incontriamo il rifugio val fondillo e poco più avanti la Fonte Sfranattara. Qui il sentiero si biforca: a destra si prende il sentiero F5 per la “Serra delle Gravare”, a sinistra continua il sentiero F2 “grotta delle fate – passo dell’orso”. Proseguiamo per l’F2 per la grotta della fate. Le indicazioni, come in tutto il parco, sono molto chiare.

Superato il bivio, dopo circa 1,30 ore di passeggiata, raggiungiamo la nostra meta, la grotta delle fate. Prestate attenzione alla discesa alla grotta, insidiosa essendo molto scoscesa. La grotta non è altro che una cavità bassa e lunga dalla quale sgorga l’acqua pura e trasparente del torrente fondillo.

A questo punto potete scegliere a seconda se siete in forma o meno…. tornare indietro, oppure continuare con il sentiero e proseguire l’escursione fino a passo dell’orso.

L’escursione fino al passo dell’orso dura circa un’altra ora e non presenta particolari difficoltà, tranne forse per il dislivello: infatti passiamo da circa i 1430 della grotta delle fate ai 1672 di passo dell’orso.

Dopo le foto di rito alla grotta delle fate, scegliamo di tornare indietro fermandoci in uno dei tanti prati presenti lungo il percorso per il pranzo al sacco ed un pò di meritato riposo.

Tornati al piazzale della val fondillo, dove abbiamo lasciato l’auto, decidiamo di usufruire di uno dei tanti servizi offerti dalla cooperativa che gestisce la zona: facciamo tiro con l’arco… è la prima volta. Risultati? Che ve lo dico a fare… scarsissimi!!! hahhahaha ma l’importante è divertirsi.

Informazioni sul sentiero F2 “Grotta delle fate – passo dell’orso” della val fondillo:
Difficoltà: facile
Tempo di percorrenza: 4/5 ore A/R
Segnaletica: F2
Caratteristiche: alto interesse storico e faunistico
Informazioni: http://www.valfondillo.it/

Pomeriggio: visita a Villetta Barrea

Nel pomeriggio facciamo tappa nel borgo di Villetta Barrea, a pochi minuti di distanza dalla Val fondillo

Villetta Barrea è un comune del parco nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise di circa 667 anime e si trova proprio sulla riva del lago di Barrea, dove il fiume Sangro si tuffa nel lago.

Villetta Barrea

Piazza di Villetta Barrea

La prima tappa è il centro visita dei Daini, che si trova a pochi chilometri fuori da Villetta Barrea lungo la strada statale 479 in direzione Scanno. Il centro visita è stato istituito a scopo prettamente scientifico, volto a far ripopolare il parco della specie. Il posto è tenuto veramente molto bene ed è attrezzato per passare un pò di tempo in relax, e i daini si fanno anche toccare e accarezzare. Il centro visita daini ha un costo di 3 euro a persona.

Torniamo indietro al paese di Villetta Barrea, e ci dirigiamo verso il museo dell’acqua. Il piccolo museo è allestito all’interno di un vecchio mulino ristrutturato, lungo il fiume Sangro. Il museo, ancora in fase di ampliamento, ospita al suo interno un allestimento dedicato alla storia dell’acqua ed al suo ciclo di vita, un vecchio mulino riprodotto a grandezza naturale, attrezzi ed utensili dei mugnai del tempo, una collezione di documenti e fotografie storiche che raccontano la storia del mulino, oggetti e utensili tipici della lavorazione della lana.

Il museo dell’acqua è aperto tutti i giorni dalle 10:00 – 13:00 e dalle 17:00 alle 20:00 per i soli mesi di luglio e agosto. Il costo del biglietto d’ingresso è di 1 euro

Usciti dal museo dell’acqua, imbocchiamo la passeggiata pedonale che costeggia parallelamente il fiume, per poi addentrarci tra i vicoli storici del borgo e giungendo alla torre trecentesca, oggi adibita a museo. Ammirando palazzi storici e chiese nuove e ruderi di vecchie chiese raggiungiamo le sponde del lago dove ci rilassiamo qualche minuto nell’area attrezzata e ripensiamo con malinconia ai giorni passati, immersi nella natura e nella pace del parco prima della partenza verso casa.

Per maggiori informazioni sulle attività culturali di Villetta Barrea vi invitaimo a visitare il sito del comune http://www.comune.villettabarrea.aq.it/

 

Mappa del Week end:


Visualizza Pnalm in una mappa di dimensioni maggiori

 

I periodi migliori per l’itinerario nel parco nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise

Sostanzialmente, i periodi migliori per l’itinerario proposto in questo articolo sono tre:

orso

Orso marsicano

La primavera, quando tutta la natura si risveglia dal torpore invernale, è senza dubbio il periodo migliore per visitare il parco… i versi e i richiami degli animali che riprendono le loro attività invadono le valli, i fiori sbocciano a nuova vita, gli alberi si rivestono di verde e gli uccelli migratori tornano. Inoltre a primavera nascono i cuccioli di numerosi animali che popolano il parco tra cui lupi, cervi, caprioli e camosci. I sentieri e i borghi, in questo periodo non sono così affollati.

Estate. Le belle giornate e le vacanze invogliano i turisti e gli amanti della natura. Questo è il periodo più affollato, ma sono anche i giorni in cui i borghi del parco pululano di manifestazioni, sagre, rievocazioni storiche e feste di paese. Visto che gli animali sono restii e diffidenti all’incontro con l’uomo, questo è il periodo peggiore per chi si avvicina al parco con la speranza di incontrare lupi, cervi e camosci.

L’autunno, è forse la stagione più affascinante per chi cerca panorami mozza fiato. Le foreste si colorano di rosso, giallo e di colori caldi tipici della stagione. Non c’è la massa di visitatori dell’estate e le giornate sono ancora abbastanza calde e lunghe, ideali per escursioni.
Inoltre, questa è la stagione degli amori per alcune specie animali del parco, infatti, in questo periodo è molto facile udire tra le valli il bramito del cervo in amore, in particolare la mattina presto o al calar del sole.

Siamo curiosi di leggere i vostri commenti, le vostre opinioni e le vostre avventure nel parco nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise.

Se l’articolo vi è piaciuto, non dimenticatevi di condividerlo su facebook, twitter o google plus.

You Might Also Like