Viaggi in Italia

Week-end in altro Molise tra natura, storia e antichi Sanniti

3 febbraio 2015
Panorama Agnone al tramonto

In questo week-end andremo a scoprire una zona d’Italia molto suggestiva, ma quasi sconosciuta. Parleremo del Molise, in particolare dell’altro Molise, percorrendo un itinerario tra i comuni di Isernia, Agnone e Capracotta, tra storia, Sanniti e natura selvaggia.

Il Molise è un posto sconosciuto e non ancora toccato da massicci flussi turistici, per questo molti luoghi si rivelano intatti e genuini. E’ talmente sconosciuto che molti italiani non riescono nemmeno a collocarlo nella cartina geografica italiana… della serie “ma il Molise esiste!!???”.

Con questo post vogliamo provare non solo che il Molise esiste, ma che offre anche angoli di incantata, ma soprattutto, di incontaminata bellezza, da ammirare e scoprire.

L’itinerario si sviluppa in 3 giorni, vista la sua posizione centrale faremo base ad Agnone.

1° giorno mattina: visita a Pietrabbondante

Teatro sannitico Pietrabbondante

Arriviamo di buon ora presso l’agriturismo che ci ospiterà in questo week-end in alto Molise, facciamo conoscenza con i gestori, due chiacchiere, sistemiamo i bagagli in camera, doccia veloce, colazione e siamo operativi per la prima tappa del nostro itinerario: gli scavi archeologici e il teatro sannita di Pietrabbondante.

Pietrabbondante dista da Agnone poco più di venti minuti percorrendo la provinciale 86, una strada scorrevole ma tortuosa, che in compenso ci ha regalato una splendida vista panoramica sui monti e sulla vallata sottostante.

Pietrabbondante è un paesino di poco più di 700 abitanti di origine sannita, arroccato su una roccia (dopotutto già il nome dice tutto) a mille metri d’altezza.

Il paese, le cui abitazioni più antiche sono costruite interamente in pietra locale, merita certamente una bella visita a piedi, ma noi senza indugi ci rechiamo dritti verso uno dei “gioglielli” della regione: gli scavi archeologici e il teatro sannita.

Notate bene, di teatri romani ce ne sono tanti in Italia, ma di teatri sanniti ne esistono veramente pochi, e uno tra quelli meglio conservati si trova qui, a Pietrabbondante. Inoltre, sporadicamente ospita ancora manifestazioni teatrali o concerti.

Il complesso archeologico, non è formato solo dal teatro, ma anche dal così detto “tempio A”, dalla terrazza dei porticati, dal “tempio B” e dalla domus publica.

Il teatro è una vera meraviglia! Si compone della cavea e dell’edificio scenico. Da notare, in particolare, i sedili anatomici in pietra delle prime tre file costruita da un’unico blocco di pietra. Si può provare di persona la comodità dei sedili.

Per maggiori informazioni sul complesso archeologico di Pietrabbondante, sui costi, sulle eventuali manifestazioni e sugli orari, vi invito a cliccare sul sito ufficiale del comune.

In meno di 2 ore, visitiamo tutto il sito archeologico, prendiamo l’auto e ci dirigiamo verso la vicina Isernia, che raggiungiamo in circa mezz’ora.

1° giorno pomeriggio: visita ad Isernia

Isernia Cattedrale

Isernia è una ridente cittadina di quasi 22.000 abitanti, capoluogo di provincia della regione Molise. Le origini di Isernia si perdono nella notte dei tempi, proprio nella zona sono stati ritrovati i primi insediamenti paleolitici documentati in Europa.

Infatti, è proprio la visita del museo paleolitico la nostra prima tappa a Isernia. Ci dirigiamo verso la località denominata “la pineta”.

Il museo è di nuova costruzione (1999) composta da vari capannoni collegati da passerelle esterne, ma coperte. Il museo custodisce al suo interno i reperti paleolitici trovati proprio li vicino e appartenuti ad ominidi vissuti 736.000 anni fa e denominati “Homo Aeserniensis”.

L’area di Isernia costituisce il primo accampamento della storia dell’uomo in Europa. Questi uomini vivevano lungo gli argini del fiume, si occupavano di caccia e di raccolta di frutti selvatici e con le ossa e scarti degli animali cacciati, bonificano il terreno su cui si stabilivano.

Molto interessanti ed affascinanti si sono rivelate le ricostruzioni degli antichi insediamenti paleolitici quali una capanna ed una grotta, nonché una ricostruzione di un elefante preistorico. E’ attivo anche un laboratorio per i più piccoli, ma risulta aperto solo durante occasioni particolari.

Finita la visita al museo, ci dirigiamo verso il centro storico di Isernia per visitare la città, se potete vi consiglio di parcheggiare a Piazza Andrea d’Isernia, proprio di fronte al duomo, in quanto nelle vicinanze si concentrano tutte le bellezze della città, basta percorrere in lungo e in largo tutto corso Marcelli che di fatto taglia in due il centro storico.

Scendiamo dall’auto e andiamo direttamente a visitare la Cattedrale di Isernia, dedicata a San Pietro apostolo.

La cattedrale sorge su un antico tempio pagano italico del III secolo a.C (Il podio del tempio italico in travertino è perfettamente visibile su un lato della cattedrale). Nei secoli ha subito molti restauri, aggiunte e “innovamenti” che ne hanno caratterizzato lo stile.

La facciata è in stile neoclassico, l’interno è suddiviso in tre navate con quattro campate ciascuna e da pilastri decorati da lesene corinzie in marmi policromi. La cupola mantiene ancora la sua originaria decorazione ad affresco di ispirazione barocca e ha come protagonista il Dogma dell’Assunzione.

Molto scenografico il pavimento, alcune zone sono in vetro e permettono di vedere gli scavi fatti sotto l’edificio.

Usciti dalla cattedrale ci dirigiamo, sempre percorrendo corso Marcelli, vero la fontana fraterna.

La fontana fraterna si trova in piazza celestino V ed è, secondo l’enciclopedia Treccani, una delle fontane più belle e suggestive d’Italia, inoltre è anche il simbolo della città d’Isernia. La fontana è formata da sei cannelle ed è decora da da una serie di archi a tutto sesto.

La fontana si trova vicino al Monastero delle Antiche Monache, con adiacente Museo delle attività locali, da visitare.

Continuiamo a camminare per il centro storico di Isernia fino a sera. La città si rivela un piccolo gioiello arroccato, incastonata da un meraviglioso panorama di montagne.

Scegliamo di mangiare in un ristorante locale di Isernia, scegliendo i piatti tipici che il ristoratore ci consiglia. A fine giornata torniamo indietro all’agriturismo che ci alloggia per concederci un meritato riposo.

2° giorno mattina e pomeriggio: visitare Agnone

Panorama Agnone al tramonto

Il secondo giorno lo dedichiamo interamente alla scoperta del paese di Agnone, luogo che ci ospita. Visto che non dobbiamo spostarci, possiamo fare le cose con calma e tranquillità e magari concederci qualche minuto in più di riposo 🙂

Agnone è un borgo di 5.000 abitanti nella provincia di Isernia, rappresenta il cuore naturale dell’alto Molise sia per la sua posizione centrale rispetto al territorio della Comunità Montana sia perché è sede dei principali servizi amministrativi e commerciali locali.

Agnone, in passato, è stato anche un importante centro culturale… non a caso veniva soprannominata l’Atene del Sannio.

Il momento topico della mattinata è sicuramente la visita al museo della pontificia fonderia di campane Marinelli. Le visite hanno degli orari prestabiliti, quindi, in attesa del nostro turno iniziamo la visita alle botteghe di rame e ferro battuto del paese.

In passato l’artigianato, in particolare per la lavorazione del rame e del ferro battuto, è stata un’attività molto fiorente e cospicua. La passeggiata tra le botteghe del centro storico è stata molto istruttiva e interessante. Spesso e volentieri è possibile ammirare gli artigiani direttamente al lavoro, mentre plasmano il rame tra le loro sapienti mani.

Passo dopo passo, e bottega dopo bottega, è giunta l’ora per la tanto attesa visita al museo della pontificia fonderia di campane Marinelli.

La fonderia è una delle più antiche al mondo, e rappresenta una delle eccellenze artigianali italiane, tanto da potersi avvalere dello stemma pontificio assegnato loro da Pio X nel 1924.

La visita è stata veramente interessante, un maestro campanaro ci ha guidato e ci ha illustrato tutte le fasi di lavorazione delle campane e le tecniche utilizzate, non risparmiando curiosi e simpatici aneddoti. All’interno del museo sono custoditi gelosamente pezzi di storia della fonderia Marinelli, dal Medioevo fino ai giorni nostri. Il documento più antico e raro che il museo custodisce è un’edizione olandese del trattato “De Tintinnabulis” (“Sulla costruzione delle campane”) del 1664. Oltre a pezzi di campane (una, preziosissima, risalente all’anno mille) e alle teche che conservano bronzi di varia forma, aspetto ed età, il museo possiede reperti fotografici e video che ricordano le visite di altri papi alla fonderia: Pio XI, Giovanni XXIII e Giovanni Paolo II.

Alla fine della visita, il maestro ci ha allietato con un breve concerto di campane. Per informazioni, costi e orari sulle visite, vi rimando al sito internet della fonderia.

Usciti dal museo, andiamo a pranzare 🙂

Il resto del pomeriggio lo dedichiamo alla scoperta delle chiese di Agnone.

Nonostante sia un piccolo centro, Agnone è pieno di chiese, praticamente ad ogni angolo del centro storico c’è una chiesa. Il nostro cammino viene costantemente allietato dal un allegro scampanio delle campane delle suddette chiese.

Tra le chiese più importanti da visitare, consigliamo la chiesa di San Marco Evangelista del XII secolo la quale presenta un notevole portale rinascimentale, la chiesa di San Francesco (considerata monumento nazionale), risalente al XIV secolo, che ha un caratteristico portale gotico e un rosone molto particolare, l’ex convento dei Padri conventuali, con un magnifico chiostro affrescato con episodi della vita di San Francesco, la chiesa di Sant’Emidio risalente al XIV secolo, con uno splendido portale gotico, che al suo interno custodisce le statue lignee dei dodici apostoli a grandezza naturale.

Altre chiese da visitare, tempo permettendo, le chiese di San Pietro, Sant’Antonio Abate (con annessa torre campanaria visitabile), la Trinità, San Biase (chiesa più antica di Agnone, dell’XI secolo), Sant’Amico, San Nicola, Santa Croce, l’Annunziata.

Tra una chiesa e l’altra, rimaniamo incantati dal centro storico di Agnone in stile “veneziano”, e non lesiniamo l’ingresso presso le botteghe locali artigianali per acquistare qualche souvenir o qualche prodotto gastronomico legato alla zona, come i famosi caciocavalli o prodotti a base di tartufo.

Il pomeriggio, rallegrato dalle campane, passa veloce ed è già ora di cena. Ceniamo in agriturismo. Mentre la sera la trascorriamo passeggiando lungo il corso di Agnone. Per eventi e manifestazioni a cui potrete partecipare durante il vostro soggiorno, vi consigliamo di visitare il sito del comune.

3° Giorno, mattina: Pescopennataro e Capracotta

Per il terzo giorno di permanenza in alto Molise, andremo a scoprire il lato rurale e selvaggio di questa regione. Faremo un piccolo tour in auto lungo i paesini, le montagne e i boschi intorno a Capracotta ed Agnone.

Da Agnone, ci dirigiamo verso il comune di Pescoppenataro, percorrendo la strada provinciale 87 e poi la strada provinciale 84.

Pescopennataro panorana

Pochi chilometri prima di raggiungere Pescoppenataro, immerso nei boschi, si trova un’area attrezzata picnic denominata “Sorgenti del Rio Verde”. Proprio qui nasce il torrente Rio Verde, che pochi chilometri più a valle formerà le cascate del Rio Verde, che con un salto di 200 metri risultano le più alte degli appennini.

Ci fermiamo solo pochi minuti, giusto per una visita veloce dell’area e per una bevuta di fresca acqua sorgiva.

Pescopennataro è un delizioso comune italiano di 294 abitanti, arroccato sulla roccia tra Abruzzo e Molise. Dal borgo si domina la valle dell’altro Sangro con una vista mozzafiato, non a caso la nostra prima tappa è proprio il belvedere incastonato tra le grandi rocce a cui il comune è attaccato.

Con ancora lo stupore negli occhi per il panorama, ci incamminiamo lungo le stradine del centro storico dove non è difficile scorgere elementi architettonici di stile medievale che ancora oggi caratterizzano il borgo come la porta arcuata medievale denominata “porta di sopra”, posta nei pressi della chiesa parrocchiale di San Bartolomeo Apostolo.

Il borgo è definito il paese degli abeti e dei maestri della pietra, grazie alla specie rara di Abete Bianco che ricopre i suoi boschi, nonché per l’antica arte dei maestri scalpellini che ancora oggi, nelle loro botteghe, realizzano preziosi manufatti.

Finita la visita a Pescopennataro, ci dirigiamo verso Capracotta attraverso una strada immersa nei bosco.

Dopo qualche chilometro di tornanti, sulla destra troviamo l’eremo di San Luca. Parcheggiamo l’auto per qualche minuto per visitarlo. L’eremo di San Luca, in parte edificato dentro una grotta calcarea a 1.500 metri sul livello del mare, è uno dei più maestosi di tutto il Molise e gode di una posizione incantevole a dominio di tutta la vallata sottostante. Di rara e misteriosa bellezza.

Riprendiamo la strada, e dopo pochi minuti giungiamo in località “Prato gentile”, a Capracotta. Prato gentile è un grande prato tra i boschi, d’inverno funziona come base per lo sci di fondo, d’estate diventa una grande area picnic e campeggio. Ideale per una breve e rilassante gita.

Anche qui ci concediamo qualche minuto per visitare l’area e per fare qualche foto. Riprendiamo l’auto e dopo qualche curva, usciti dal bosco, riusciamo a scorgere il borgo di Capracotta in tutto il suo splendore.

Prima di entrare nel borgo di Capracotta, ci aspettano prima due attività molto interessanti, la visita al “Giardino Botanico Appenninico”, e l’escursione alla vetta di monte Campo.

Per prima visitiamo il giardino botanico della flora appenninica, parcheggiamo l’auto lì vicino dove inizia una stradina. Il giardino è un orto botanico naturale di circa 10 ettari, in cui vengono conservate e curate le specie vegetali della flora autoctona dell’appennino centro-meridionale. Grazie alle diverse caratteristiche del terreno, ospita numerosi habitat naturali, dal palustre al rupicolo, dalla faggeta all’arbusteto.

L’ingresso è libero, il giardino è ben tenuto e il percorso è ben delineato e ricco di informazioni e targhe esplicative.

Finita la visita, è la volta della breve escursione. Tranquilli, non si tratta di un’escursione impegnativa (noi l’abbiamo fatta in jeans e scarpe ginniche), il sentiero è ben delineato e non troppo ripido.

Monte Campo Capracotta

L’inizio del sentiero si trova lì vicino, basta prendere la stradina posta di fronte al giardino botanico, e poco qualche centinaio di metri si arriva su un grande spiazzo dove parcheggiare. Nei pressi del parcheggio c’è l’attacco del sentiero “monte Campo”.

Come detto il sentiero è molto facile, si alza dolcemente e offre scenari panoramici di suggestiva bellezza su Capracotta, su monte Capraro e sulla valle del Verrino.

Raggiungiamo la cima in circa 40 minuti di cammino, e ci si apre davanti una vista veramente mozzafiato. Dalla cima di monte Campo, a 1.746 metri, è possibile ammirare tutta la val di Sangro, la catena della Majella, i monti al confine con Abruzzo e Molise, e nei giorni particolarmente limpidi e tersi è possibile ammirare anche il mare.

Lo sguardo si perde di fronte alla maestosità del paesaggio.. restiamo a contemplarlo per un certo periodo di tempo per poi tornare indietro.

L’ora per pranzare è passata da un po’ e la fame si fa sentire, quindi, non appena giungiamo a Capracotta ci precipitiamo in un ristorante per rifocillarci e riposarci.

3° giorno, pomeriggio: Visita a Capracotta e Vastogirardi

Panoramica aerea di Capracotta

Capracotta è un borgo di poco più di 900 anime, per la sua altezza 1.421 metri sul livello del mare, è il comune più alto degli Appennini, ed è un’importante località climatica incastonata in un paesaggio incontaminato, circondato da montagne, pascoli, sorgenti, fontane e boschi.

Il borgo storico si rivela affascinante e misterioso, con le sue case in pietra e le sue tante fontane da cui sgorga acqua pura e fresca (da provare!!!).

Per due ore esploriamo ogni angolo del borgo, cercando di scoprire ogni suo segreto, prima di decidere che è ora di ripartire per l’ultima tappa di questo nostro itinerario molisano.

Prendiamo l’auto e ci dirigiamo verso il comune di Vastogirardi per visitare il castello.

Il Castello Vastogirardi è in realtà un borgo fortificato a forma ellittica. Non ha la rocca principale, come altri edifici limitrofi. Nel XVII secolo è stato modificato e questo lo documenta un’insegna che si trova al suo interno. Si accede al castello attraverso un’enorme porta. Oggi è in ottimo stato di conservazione. Sulla piazza ovale di affacciano antiche abitazioni ancor oggi occupate da famiglie locali, la chiesa di San Nicola di Bari, e il campanile in pietra. Data la sua forma, è tra i più particolari e visitati della zona.

La visita dura pochi minuti, anche perché si sta facendo tardi, ed è ora di rientrare in agriturismo per prendere le valige e tornare a casa.

Non si finisce mai di scoprire tutte le ricchezze di questa nostra Italia!

Qui sotto una mappa interattiva con l’itinerario del nostro week end in altro Molise

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